http://andreacarancini.blogspot.com/ sabato 6 febbraio 2010 Van Pelt su Auschwitz: "per il 99% non abbiamo prove materiali" Il più celebre esperto di Auschwitz, quello che ricevette ponti d'oro per studiare Auschwitz e confondere i revisionisti, quello che venne citato come testimone n°1 nel processo intentato da David Irving (qui ritratto in un sopralluogo sul sito in questione) a Deborah Lipstadt (e perso da David Irving), Robert Jan van Pelt, propone oggi di abbandonare il campo di Auschwitz perché. .
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Oggetto:  Van Pelt su Auschwitz: "per il 99% non abbiamo prove materiali"
Da:  artamano88(at)katamail.com (Artamano)
Gruppi:  free.it.politica.destra,it.cultura.storia,it-alt.politica.lega-nord
Organizzazione:  [Infostrada]
Data:  Feb 06 2010 22:04:30


http://andreacarancini.blogspot.com/
sabato 6 febbraio 2010
Van Pelt su Auschwitz: "per il 99% non abbiamo prove materiali"
Il più celebre esperto di Auschwitz, quello che ricevette ponti d'oro per
studiare Auschwitz e confondere i revisionisti, quello che venne citato come
testimone n°1 nel processo intentato da David Irving (qui ritratto in un
sopralluogo sul sito in questione) a Deborah Lipstadt (e perso da David
Irving), Robert Jan van Pelt, propone oggi di abbandonare il campo di
Auschwitz perché., in fin dei conti, non ci sono prove.Naturalmente, egli
presenta una tale affermazione non come un abbandono ma come un
atteggiamento pieno di rispetto verso i morti.
Ecco cosa si legge, tra l'altro, in data 27 Dicembre 2009, in questo
articolo del giornalista Brett Popplewell, del Toronto Star, che l'ha
intervistato (traduzione molto rapida):

BISOGNA LASCIARE CHE LA NATURA, AD AUSCHWITZ, RIPRENDA I SUOI DIRITTI[1]

(.)
Domanda: Permettendo alla natura di impadronirsi del sito, non corriamo il
rischio di permettere all'umanità di dimenticare quello che è accaduto e di
porre le premesse per future contestazioni dell'Olocausto?

Risposta: Per il 99% di ciò che sappiamo non abbiamo in realtà le prove
fisiche per dimostrarlo.È diventato parte della conoscenza che abbiamo
ereditato. Non penso che l'Olocausto, in tal senso, sia un caso eccezionale.
Noi, in futuro - ricordando l'Olocausto - ci regoleremo esattamente come ci
regoliamo per la maggior parte degli avvenimenti del passato. Avremo
conoscenza di esso dalla letteratura e dalle testimonianze oculari.Riusciamo
molto bene a ricordare il passato in questo modo. Ecco come sappiamo che
Cesare venne ucciso nelle Idi di Marzo. Mettere l'Olocausto in una categoria
a parte e chiedere che rimanga lì - chiedere di avere più prove materiali -
equivarrebbe da parte nostra a una sorta di cedimento nei confronti dei
negazionisti fornendo delle prove speciali.
(.)
[1] http://www.thestar.com/printarticle/742965



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