Il Buco Nero ( Fantasma inesistente) Cosa dovrebbe essere un Buco Nero Fantasma ? Sarebbe l'esatto contrario di un buco nero. Ed ora tento di spiegarvelo. e se volete c'è scritto anche in http://www.albertavevaragione.com Ma prima devo darvi delle spiegazioni sulla mia fede per la completa inesistenza di una qualsiasi concentrazione di massa che possa attirare altra massa all'infinito. Se avete seguito il mio ragionamento fin dall'inizio avrete certamente capito che la mia Teoria Ondulatoria del Ca .
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Oggetto:  Finalmente c'è la PROVA OSSERVATIVA che i buchi neri non possono esistere.
Da:  waltercassani(at)gmail.com (walter cassani)
Gruppi:  it.scienza.astronomia.seti
Organizzazione:  http://groups.google.com
Data:  Dec 01 2009 09:38:02


Il Buco Nero ( Fantasma inesistente)

Cosa dovrebbe essere un Buco Nero Fantasma ?

Sarebbe l'esatto contrario di un buco nero. Ed ora tento di
spiegarvelo.
e se volete c'è scritto anche in http://www.albertavevaragione.com

Ma prima devo darvi delle spiegazioni sulla mia fede per la completa
inesistenza di una qualsiasi concentrazione di massa che possa
attirare altra massa all'infinito.

Se avete seguito il mio ragionamento fin dall'inizio avrete certamente
capito che la mia Teoria Ondulatoria del Campo si fonda principalmente
sull'idea che uno spazio-tempo discreto, che alcuni chiamano Etere,
possa avere una ragione logica per esistere.

Dovrebbe essere chiaro che senza questa discretezza, tutta la Teoria
Ondulatoria del Campo non sta in piedi, è quindi è indispensabile che
le caratteristiche dello spazio-tempo discreto influenzino interamente
ciascuna delle possibili evoluzioni, dei fenomeni legati alle
spiegazioni che con la teoria sono possibili.

Nella TOC le possibilità per una massa di accrescersi sono legate ai
valori della sua lunghezza d'onda emessa complessivamente, e questi a
loro volta sono legati alla quantizzazione dello spazio- tempo.

Quindi qualunque variazione della massa deve necessariamente essere
giustificata all'interno della teoria, alle variazioni di lunghezza
ondulatoria, perciò i buchi neri che, in linea di principio,
potrebbero portare la massa a quantità o grandezze senza limiti, non
possono entrare in alcuna di queste giustificazioni.

Tuttavia le ultime osservazioni astronomiche sembrano avere osservato
al centro della galassia stelle che compiono un'orbita senza centro
apparente.

Per i cultori delle teorie che contemplano e buchi neri come possibili
concentratori di massa, queste osservazioni devono per forza essere
interpretate come evidenze sperimentali nell'esistenza di buchi neri
al centro di queste orbite.

Questo infatti è l'annuncio del Dicembre 2008.

“ Al centro della Via Lattea c'è davvero un enorme buco nero grande
quanto quattro milioni di Soli “!

“Lo hanno confermato un gruppo di astronomi tedeschi del Max-Planck-
Institute for Extraterrestrial Physics “.

“La conferma che al centro della nostra Galassia c'è un Buco Nero ,
Sagittarius A, è stata fatta, riferisce Reinhard Genzel coordinatore
della ricerca, osservando il movimento di 28 stelle orbitanti al
centro della Galassia con il New Tecnology Telescope (NTT), 3,5 metri
di diametro e il Very Large Telescope (VLT)”.

“”Ambedue gli strumenti operano in Cile e sono dell'European Southern
Observatory (ESO).

“Confermata anche la distanza della Terra dal Buco Nero che è 27 mila
anni luce. Secondo gli scienziati, malgrado la presenza di questa
enorme struttura possa sembrare minacciosa, è bene ricordare che
questi oggetti cosmici, che hanno una massa di alta densità, servono
ad aggregare materia che attraggono gravitazionalmente dallo spazio
circostante; ed è proprio in questi grandi aggregati di materia e gas
che si formano le stelle.

Questa ricerca dicono gli astronomi aiuterà a capire come si è formata
la Via Lattea che secondo Genzel è "l'unico laboratorio dove possiamo
studiare i processi legati alla gravità forte, la dinamica delle
stelle e la loro formazione con un livello di dettagli che non è
possibile raccogliere fuori della nostra Galassia."

Il lavoro, pubblicato su Astrophysical Journal è il risultato di 16
anni di lavoro e per il futuro è già pronto il progetto Gravity che
prevede l'osservazione dell'Universo combinando i quattro specchi dei
telescopi del VLT.

Con Gravity si raggiungerà una risoluzione maggiore di un fattore 100
e con esso si potrà anche provare direttamente la teoria della
relatività generale di Albert Einstein studiando la regione galattica
vicina al Buco Nero.””

È chiaro che non si può in alcun caso dubitare della realtà
dell'osservazione, quindi la TOC deve tenere conto di queste
osservazioni. Negarlo sarebbe stato non solo pazzesco ma del tutto
incongruente. Ho dovuto quindi giustificare, prima di tutto a me
stesso, all'interno della teoria, l'avvenuta osservazione sperimentale
astronomica, con una spiegazione che doveva prendere lo spunto da
premesse del tutto opposte a quelle per l'esistenza dei buchi neri.

La cosa che, in un primo tempo mi era sembrata molto difficile anche
solo da concepire, è poi diventata talmente facile, semplice, così
evidente e inevitabile da sorprendere anche me.

Allora, vediamo come è fatta grosso modo una galassia.

Pressapoco una frittella con una miriade di masse distribuite quasi
omogeneamente su un piano circolare di un certo spessore. Come per le
frittelle classiche c'è un buco al centro, quindi geometricamente si
tratta di un Toro (un anello) con un certo spessore radiale e con un
altro spessore sul piano dell'anello.

Ovviamente dal mio punto di vista (negando io l'esistenza dei buchi
neri) nel buco non può esserci niente, a parte le 28 stelle osservate,
il vuoto o quasi, rispetto al numero enorme delle stelle che
costituiscono del corpo della frittella.

Dal punto di vista gravitazionale, qualsiasi massa che si trovasse al
centro sarebbe attratta con un'identica forza da tutte le masse che si
trovano sull'anello-toro. Quindi le 28 stelle non potrebbero mai
gravitare su una qualsiasi orbita all'interno del buco della frittella
– Galassia.

Al contrario invece, dal punto di vista della quinta interazione
antigravitazionale e repulsiva, qualunque massa che si trovasse
all'interno del buco vuoto dell'anello verrebbe respinta dalla materia
dell'anello, che si trova vicino alla massa limite, e verrebbe
obbligata a circolare su un'orbita che tenderebbe ad avere come suo
centro il centro vuoto dell'anello.

“Come se” ci fosse una massa enorme e invisibile che le attira
gravitazionalmente al centro del buco”. E questa è appunto
l'osservazione sperimentale verificata.

L'enorme massa dell'anello respinge per effetto della quinta
interazione ogni massa che si trovi alla periferia interna
dell'anello, “come se” esistesse un Buco Nero Fantasma, con una massa
di milioni di stelle, che l'attira per gravità al centro dell'anello.
Mentre, nella realtà, i milioni di stelle stanno respingendo (quale
massa limite) le masse delle stelle che si trovano nel buco della
“frittella”.

Come sembra semplice ora la spiegazione, quasi banale, come tutte le
cose razionali, ma non bisogna sottovalutare le ragioni per cui tutto
“ora” appare semplice. Perché solo la TOC intera l'ha resa plausibile..

E questa è una nuova prova quasi immediata della impossibilità

dell'esistenza dei Buchi Neri.

Sembrerebbe che sia stato osservato un anello di giovanissime stelle
che si è stabilizzato all'interno di un altro anello di altre stelle
ben più anziane al centro della galassia di Andromeda.

Ma le stelli e giovani sono comunemente prodotte dalla concentrazione
gravitazionale di polveri, e un tale processo richiede una totale
assenza di perturbazioni come quelle che sarebbero prodotte da un
ipotetico Buco Nero dotato di una massa di milioni di soli.

Quindi dato che l'anello di stelle blu è realmente ciò che si osserva,
mentre il buco nero avrebbe reso impossibile l'esistenza delle stelle
blu, risulta del tutto ovvio che l'ipotetico deve cedere il passo al
reale.

Quindi il Buco Nero non esiste. A causa dell'esistenza osservata della
sua negazione.


Gli astronomi della NASA con telescopio spaziale Hubble hanno
individuato la fonte di una misteriosa luce blu che circonda un buco
nero nella nostra vicina Galassia di Andromeda (M31).

La luce ha lasciato perplessi gli astronomi per più di un decennio, e
la nuova scoperta rende la storia ancora più misteriosa.

La luce blu è verificata essere proveniente da un disco di caldo, di
giovani stelle blu.

Queste stelle sono orbitanti attorno al buco nero più o meno allo
stesso modo di pianeti nel nostro sistema solare che ruotano attorno
al sole.

Gli astronomi sono perplessi su come il disco di stelle a forma di
frittella si potrebbe formare così vicino a un buco nero.

Il che vuole dire semplicemente che il fatto che le Blue Stars
esistono
nega decisamente che esse possano essere in orbita attorno ad un “così
detto” Buco Nero.

In un ambiente così ostile, le forze di marea del buco nero dovrebbero
distruggere l’anello delle Blue Stars, rendendo difficile per il gas e
la polvere di collassare su se stesse gravitazionalmente per formare
le stelle.

Le osservazioni, gli astronomi dicono, potrebbero fornire indizi
utili alle attività nei nuclei di galassie più lontane.

Il buffo ed il tragico della situazione è che trovando il disco di
stelle, gli astronomi hanno anche raccolto quello che dicono è la
prova corazzata per l'esistenza del mostro buco nero. Mentre ciò che
hanno visto nega la sua esistenza.

La prova avrebbero aiutato gli astronomi ad escludere tutte le teorie
alternative per la massa scura nel nucleo di Andromeda, che gli
scienziati hanno a lungo sospettato è stato un buco nero.

Incredibilmente è detto: "Vedendo queste stelle è come guardare un
prestigiatore tira fuori un coniglio da un cappello. Sai che è
successo, ma non si sa come sia successo", ha detto Tod Lauer del
National Optical Astronomy Observatory di Tucson, in Arizona.

Lui e un team di astronomi, guidato da Ralf Bender del Max Planck
Institute per la fisica extraterrestre di Garching, in Germania, e
John Kormendy della University of Texas di Austin, hanno formulato le
osservazioni di Hubble.

Il risultato del team è stato pubblicato nel 20 settembre 2005
dell’Astrophysical Journal.

Hubble Probes Strange Blue Light Hubble Sonde Strange Blue Light.

L’astronomo Ivan King of the University of Washington e colleghi hanno
prima individuato il strana luce blu nel 1995 con il telescopio
Hubble. Si pensava in un primo tempo che la luce potesse provenire da
una singola stella luminosa blu o forse da un processo più esotica
energetica.

Tre anni più tardi, Lauer e Sandra Faber della University of
California a Santa Cruz hanno di nuovo utilizzato Hubble per studiare
la luce blu. Le loro osservazioni hanno indicato che la luce blu era
un ammasso di stelle blu.

Ora, le nuove osservazioni spettroscopiche dello Hubble Space
Telescope Imaging Spectrograph (STIS) rivelano che la luce blu è
costituita da oltre 400 stelle che si sono formate in un impeto di
attività circa 200 milioni di anni fa.

Le stelle sono ben confezionate in un disco che ha un diametro di un
solo anno luce.

Il disco nuovo è nidificato all'interno di un anello ellittico di
stelle più anziane più rosse, che era già stato visto in precedenti
osservazioni con Hubble.

Gli astronomi hanno utilizzato anche STIS per misurare la velocità di
quelle stelle. Hanno ottenuto velocità delle stelle calcolando quanto
le loro onde luminose sono compresse, quando si muovono attorno al
buco nero.

Sotto la stretta gravitazionale del buco nero, le stelle sono molto
veloci: per 2,2 milioni di chilometri l'ora (3,6 milioni di chilometri
l'ora, o 1.000 chilometri al secondo.

Esse si muovono così velocemente che questa velocità le avrebbe
portate in 40 secondi a fare il giro della Terra e in sei minuti ad
arrivare alla luna.

Le stelle più veloci completano un'orbita in 100 anni.

Si pensa che il nucleo attivo di Andromeda probabilmente ha prodotto
dischi di stelle simili in passato e può continuare a farli.

"Le stelle blu nel disco sono di così breve durata che è improbabile
nel tempo lungo di 12 miliardi di anni di storia di Andromeda che un
tale disco di breve durata esista ancora", ha detto Lauer.

"Dato che pensiamo che il meccanismo che ha formato questo disco di
stelle, ha probabilmente formato altri dischi stellari in passato, e
si attiverà di nuovo in futuro, ma noi ancora non sappiamo, tuttavia,
come ad esempio un disco simile si potrebbe costituire.

Questo rimane un enigma. "

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Credo Bene !!

Dato che nella realtà tale fenomeno abnorme non può esistere.

Walter E. R. Cassani
waltercassani@virgilio.it

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